• Rachele Bindi

Segna-Libri: “Il mare senza stelle”


Graziano Graziani Taccuino delle piccole occupazioni Libroterapia.net

Erin Morgenstern "Il mare senza stelle"

«Una storia è come un uovo, un universo contenuto nell’ambiente che ha scelto. La scintilla di qualcosa di nuovo e diverso, ma completamente formato e fragile. Che ha bisogno di protezione. Anche lei lo vuole proteggere, ma c’è di più. Lei vuole essere lì dentro, lo vedo dai suoi occhi. Avevo l’abitudine di cercare le persone come lei, sono esperta nell’individuare quel tipo di desiderio. Lei vuole essere dentro la storia, non osservarla da fuori. Lei vuole stare sotto il suo guscio. L’unico modo per farlo è romperlo»


Non mi capita quasi mai di usare libri così lunghi nei miei percorsi di libroterapia, ma visto che stavo lavorando in individuale con una lettrice forte, ho fatto una eccezione per "Il mare senza stelle".

Quando ho letto questo romanzo ho sentito come in mezzo alle trame che si intrecciano ci fosse una costante: l'amore per la narrazione, per i libri, la condizione che le storie siano fondamentali per l'essere umano.

La mia lettrice durante l'incontro in cui abbiamo parlato di questo libro mi ha detto che secondo lei il protagonista stava facendo anche lui delle sessioni di "libroterapia intensiva" ed ho sorriso. Lei si riferiva a Zachary, che studia New Media e ama leggere e che si ritrova per le mani un libro che sarà capace di spiegargli molto della sua vita, delle sue origini, riportando a lui ricordi rimossi.

La trama principale lo riguarda, il lettore lo segue lungo il filo rosso del libro che lui sta leggendo e che lo porta proprio a quel luogo magico che è il mare senza stelle.

Intorno a questo, con un meccanismo narrativo molto accurato, l'autrice ci fa leggere il libro che Zachary sta leggendo, "Dolci rimpianti", che racconta una stupenda storia d'amore tra un pirata ed una fanciulla e che descrive proprio il mare senza stelle dove andrà Zachary: «È un santuario per chi le storie le racconta, per chi le custodisce e per chi le ama».

Inseriti come splendidi cammei che all'inizio possono sembrare avulsi dalla trama principale e che invece poi scopriamo andare ad arricchirla, ci sono i capitoli di "Destini e favole", tra cui il mio preferito in assoluto è "La scultrice di storie".

Insomma, sono circa seicento pagine piene di amore per le storie, di suggestioni fantastiche, ma anche di riflessione sulle motivazioni ed i desideri che guidano gli esseri umani e sull'amore, in tutte le sue forme.


«Questa è la natura di una storia. Non tutte le storie parlano a tutti gli ascoltatori, ma ogni ascoltatore può trovare, da qualche parte, in un momento qualsiasi, una storia che gli parli. In una forma o nell’altra»






Ho scoperto solo dopo la lettura l'esistenza di una playlist creata da Fazi Editore su Spotify con lo stesso nome del romanzo, veramente ben abbinata. Io preferisco leggere in assoluto silenzio, ma le atmosfere dei brani scelti evocano esattamente quelle del romanzo, può essere una aggiunta al fascino di questa storia.


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