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Libroterapia a scuola per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare

September 6, 2019

 

Durante l’anno scolastico 2018-2019 ho realizzato un progetto di Libroterapia, in collaborazione con una biologa-nutrizionista, finalizzato alla prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare in età adolescenziale, rivolto agli studenti delle classi seconde di un Istituto di Istruzione superiore. 

Il progetto si è articolato in tre fasi: nella prima fase abbiamo fornito agli studenti informazioni relative ai sintomi, al decorso ed all’incidenza dei disturbi del comportamento alimentare secondo i criteri diagnostici del DSM 5. 

Dopo questa parte teorica gli studenti hanno riflettuto sull’ideale dell’immagine corporea, sull’influenza dei mass-media e dei social network nella definizione dell’ideale di bellezza maschile e femminile.

Dall’attività svolta è emerso che la maggior parte delle studentesse non si identifica con la magrezza delle modelle anoressiche, bensì con un ideale di magrezza che conserva le forme del corpo femminile se pur lievemente accennate; invece gli studenti maschi perseguono un ideale di corpo muscoloso, che permetta loro di essere ammirati ed apprezzati dai coetanei. 

Le studentesse al termine della giornata formativa hanno ammesso di essere influenzate dai media più di quanto avessero immaginato prima della discussione. 

La seconda parte del progetto è stata dedicata agli incontri di libroterapia, nello specifico gli studenti si sono incontrati una volta al mese per la durata di cinque mesi, di volta in volta il libroterapeuta ha assegnato al gruppo un libro incentrato sul tema dei DCA. Gli studenti hanno letto individualmente i libri assegnati e durante gli incontri di gruppo si sono confrontati su ciò che la lettura ha evocato in loro. Durante questi incontri è emerso un comune bisogno di avere uno spazio di condivisione, all’interno del quale parlare di sé, delle proprie difficoltà connesse al rapporto con il cibo, ma anche con i propri genitori, con i coetanei e con l’altro sesso.  

Il cibo è risultato essere una fonte di consolazione, un modo per differenziarsi dalla propria famiglia di origine, uno strumento per misurare la propria forza di volontà. 

Nell’ultimo incontro gli studenti partecipanti che hanno manifestato la volontà di diventare peer educators sono stati formati sui contenuti da condividere con gli altri studenti dell’Istituto e durante gli ultimi giorni di scuola sono andati nelle classi a diffondere quanto appreso sui DCA.

 

 

 

 

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