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Segna-Libri: “Il primo giorno della mia vita”

Paolo Genovese  "Il primo giorno della mia vita"

 

 

Prendete quattro personaggi molto diversi tra loro per indole e provenienza sociale, mettete una decisione che li accomuna, condite con un pizzico di mistero, aggiungete una buona colonna sonora, un regista che scrive la storia e, proprio come in un film, fotogramma dopo fotogramma, ecco a voi “Il primo giorno della mia vita”, seconda prova letteraria di Paolo Genovese.

Tutto ruota attorno ad una scelta estrema, quella di “farla finita”.

Un motivatore, un ragazzino famoso, una poliziotta e un’ex atleta si ritroveranno in compagnia di un uomo misterioso che offrirà loro una seconda opportunità, quella di assistere, per sette giorni, a ciò che succederà nella vita di chi rimane dopo la loro morte.

Allo scadere del tempo saranno liberi di scegliere se continuare a vivere o confermare il loro precedente volere.

E’ una storia di scelte e di persone che si incontrano nel frattempo, così diverse tra loro ma altrettanto simili nel sentirsi battute dagli eventi e travolte da un sentire che non riescono a sopportare.

Tra il dolore accecante di un’assenza, il peso del vuoto che consuma, la disperazione del non essere visti e la paura di vivere, si dipana una storia ironica, toccante e a tratti spassosa, in bilico sul filo del libero arbitrio.

Il coraggio di rialzarsi e la temerarietà del buttarsi si ritrovano, tra le pagine, a danzare insieme una musica antica dove ognuno segue il proprio ritmo e la propria dignitosa, personale e rispettosissima strada. 

A fine lettura, se da un lato mi sono ritrovata a pensare che non era poi un’idea così originale, dall’altro mi sono inaspettatamente divertita, ritrovando quella sana leggerezza e comunanza che ci vengono in soccorso anche nei momenti più difficili e che, se non arrivano, ci lasciano in una terra desolata, un po’ ciechi, un po’ arresi e, perché no, anche un po’ arrabbiati e cosmicamente soli.

 

 

 

 

 

 

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