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Come nasce un mio gruppo di Libroterapia

January 7, 2019

 

 

Gennaio si sa, è tempo di inizi e di novità, perciò quale momento migliore per raccontare come nasce un gruppo di Libroterapia, quali sono le tappe e quali emozioni accompagnano i futuri membri del gruppo e la Libroterapeuta in questo percorso?

Il viaggio inizia con la scelta del luogo e del tempo. Una biblioteca, una libreria, un caffè letterario sono i luoghi migliori: già varcare la soglia di queste dimore dei libri suscita, in chi li ama, un stato d’animo che invita al silenzio, all’introspezione, all’ascolto. Trovarsi circondati dai libri, (ri)posare lo sguardo su di essi, induce ricordi di letture, richiama alla memoria immagini libresche, fa riemergere emozioni nate e nutrite dalle parole lette. Predispone. Il setting, è noto, in psicoterapia ha un ruolo importante. Per questo è necessario che nel luogo prescelto sia possibile ricavare un piccolo spazio raccolto, indisturbato, in cui disporre un cerchio di sedie, delimitare quello spazio transizionale in cui il gruppo possa nascere, crescere, lavorare, evolvere. Il tempo stabilito per il gruppo di Libroterapia deve consentire a tutti i membri di essere presenti alle sedute in modo costante, andare il più possibile incontro alle loro necessità, senza imporre eccessive difficoltà organizzative, per facilitare la partecipazione attiva e il lavoro terapeutico. L’ideale sarebbe poter fissare le sedute nei momenti in cui la biblioteca o la libreria sono chiuse al pubblico, in modo che la privacy di tutti sia garantita e rispettata, il gruppo possa lavorare indisturbato e i pensieri e le emozioni possano essere condivisi liberamente.

Il passo successivo, una volta individuati il luogo (cosa purtroppo spesso non facile) e il tempo (passibile di successivi aggiustamenti in base alle esigenze dei partecipanti), è la presentazione: organizzare un incontro aperto a tutti, in cui poter raccontare che cos’è la Libroterapia e quali sono le sue basi teoriche e, se possibile, dare un piccolo assaggio di come si svolgerà il lavoro libroterapeutico. La presentazione è il primo incontro con almeno alcuni dei membri del gruppo in formazione e, come tutti i primi incontri, è un momento emozionante. È bello vedere le persone arrivare e prendere posto, alcune più esitanti, altre più intrepide; osservarne le reazioni mentre il discorso si dipana e tocca vari temi e prospettive; accogliere le domande, le curiosità, i commenti, che dicono già così tanto e permettono di avere un primo scambio, di gettare le basi della relazione; notare l’interesse che affiora e si accresce e, per alcune, si trasforma nella voglia di entrare davvero a far parte del gruppo e nella decisione di fissare il colloquio preliminare.

Altre persone non riescono (a volte per motivi pratici, altre volte per ragioni più intime) a partecipare alla presentazione e richiedono un primo contatto per email o per telefono, ognuna a proprio modo. È comunque un primo incontro, un modo per iniziare a conoscersi, per presentarsi e dire qualcosa di sé.

Il colloquio preliminare, che generalmente si svolge nel mio studio professionale (o in alcuni casi particolari nella sede in cui si terrà il gruppo), è l’occasione che permette sia a me che ai futuri membri di approfondire la conoscenza reciproca e decidere se davvero vogliamo iniziare a lavorare insieme in quel viaggio alla (ri)scoperta di sé attraverso le pagine dei libri che è la Libroterapia. È il momento che mi permette di affacciarmi nel loro mondo privato, di ascoltare la loro storia, di iniziare a comprendere quali sono i loro temi e di scoprire i loro gusti letterari e le loro abitudini di lettura. È, al tempo stesso, il momento che permette a loro di farsi conoscere, di fare quelle domande che si sono trattenuti dal porre nell’incontro pubblico, di parlare dei dubbi, delle curiosità e delle riflessioni emerse dopo la presentazione, delle loro aspettative. 

Via via che i colloqui si susseguono e che il gruppo si forma, io inizio a pensare a come le diverse personalità che lo vanno componendo si incontreranno e interagiranno, a notare similitudini e divergenze nelle storie personali, a individuare temi ricorrenti e loro declinazioni, a intravvedere come i membri del gruppo potranno essere di stimolo e di sostegno gli uni per gli altri. Inizio anche a pensare una lista di libri che potrebbero costituire le tappe del nostro viaggio, anche se la decisione finale sul libro dal leggere per la volta successiva verrà presa solo alla fine di ogni singolo incontro, e decido quale sarà il libro che accompagnerà il gruppo verso la prima seduta.

E poi, quando viene raggiunto il numero minimo di cinque partecipanti, il percorso di Libroterapia può partire. La data del primo incontro e il titolo del libro vengono comunicati e, dopo circa un mese di letture, riflessioni, pensieri ed emozioni solitarie, il lavoro di condivisione e di confronto del gruppo avrà finalmente inizio.

 

Tiziana Pennato

 

 

 

 

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