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Segna-Libri: “Napoli Mon Amour”

October 2, 2018

Alessio Forgione "Napoli mon amour" NN Editore

 

Ci sono libri che non si accontentano di raccontare una storia al lettore, ma che lo portano fisicamente nei posti in cui sono ambientati.


Ho letto il manoscritto di Alessio Forgione per un corso e l'ho letto in treno, come mi spesso mi capita, nella tratta Firenze-Napoli che mi vede ormai di frequente leggere, mangiare, guardare fuori dal finestrino, scrutare gli altri viaggiatori, lavorare in treno ed anche, ammettiamolo, fare dei gran pisolini.

 

Quando mi sono resa conto che il libro era ambientato a Napoli ho sorriso, coincidenza o sincronicità, mi faceva piacere che il protagonista, un nemmeno trentenne perso tra film, serie tv, libri da leggere e da scrivere e sogni d’espatrio, vivesse proprio lì e mi raccontasse dettagli e curiosità del vivere Napoli con la lingua così simile a quei suoi coetanei con cui avevo a che fare per lavoro in città.

 

Proseguendo nella lettura, pur sorridendo per le vicende amicali ed amorose di Lorenzo, non ho potuto fare a meno di sentire la sua angoscia: vivere ancora con i genitori che vivono nella costante attesa di quella realizzazione che proprio non si vede all’orizzonte; sentire il peso di dover studiare per un concorso nella speranza di ottenere un lavoro che non si vuole; collezionare colloqui disastrosi mentre invece si vorrebbe vivere della propria scrittura e non poterli nemmeno raccontare, perché qualcuno potrebbe dire che un lavoro andrebbe accettato qualunque esso sia; innamorarsi di una ragazza che pare così fuori dalla propria portata; avere amici che hanno vite in stand by come la propria.

 

Un ragazzo sensibile, ma anche provato, stanco, rassegnato, che dopo l’ennesima serata a tener conto del costo di ogni drink ed ogni sigaretta racconta il suo rientro notturno a piedi per risparmiare i soldi dei mezzi.


Ho cercato di immaginare i palazzi descritti dal protagonista e non ci sono riuscita, così mi ha fatto venire la voglia di andare a visitare il suo quartiere.

 

L’occasione per farlo l’ha creata Napoli, che proprio in quei giorni di lettura ha bloccato il mio lavoro con la neve, che peraltro non imbiancava la città dal 1956.

 

Non ho potuto resistere, sono andata al quartiere Soccavo ed anche se non ho incontrato Lorenzo, credo di aver capito qualcosa in più del suo senso di colpa per il lavoro che non arriva, della sua angoscia e magari anche della sua passione per il calcio, visto che proprio a Soccavo mi sono imbattuta nel Centro Paradiso, ormai in degrado, ma che per Giuseppe Bruscolotti, l'ex capitano del Napoli, «rappresenta la nostra storia e tutto quello che fu fatto per portare il Napoli alla vittoria del primo scudetto».


Ho immaginato Lorenzo camminare nell’erba che infesta quello che un tempo era il campo da gioco, magari proprio per andare ad incontrare la sua Nina, scavalcando palloni, manichini e detriti di un passato ormai lontano.

 

Una Napoli da leggere, in Napoli Mon Amour, ed anche un pò da vivere.

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