• Sabrina Ciuffreda

Segna-Libri: “Oltre il giardino”


Graziano Graziani Taccuino delle piccole occupazioni Libroterapia.net

Jerzy Kosinski "Oltre il giardino"


“Oltre il giardino” (titolo originale Being There, 1971) è un romanzo fulminante.

La storia è nota al grande pubblico grazie alla squisita trasposizione cinematografica del 1979 diretta da Hal Ashby e interpretata in modo impeccabile da Peter Sellers, lo stesso Kosinski ne curò la sceneggiatura. Chance, orfano e senza famiglia, vive la sua vita curando il giardino di un anziano signore che lo ha accolto in casa. L’unico contatto di Chance con il mondo esterno è la tv, che il giardiniere, analfabeta, guarda senza sosta imitando i comportamenti dei personaggi televisivi. Alla morte del vecchio, costretto ad abbandonarne la casa, Chance conosce il magnate Benjamin Rand, che lo ospita e lo presenta alla sua cerchia di amici. L’assurda ingenuità del giardiniere viene costantemente fraintesa e scambiata per profonda saggezza filosofica e finanziaria, tanto che Chance verrà citato dal presidente degli Stati Uniti e diventerà uno degli uomini più influenti del pianeta.

Il protagonista ci svela, nello svolgersi di una narrazione essenziale e paradossale, una necessità, direi un’urgenza dell’essere umano: dare senso, cogliere significati, andare al di là della “lettera”.

Il bisogno di senso è profondo e ineludibile, al punto che tutti i personaggi che verranno a contatto con Chance accoglieranno le sue parole rivestendole e completandole con un significato metaforico. Gli interlocutori di Chance eludono in modo attivo la “lettera”: la “lettera” delle sue comunicazioni è irricevibile, crea disorientamento e induce gli ascoltatori a colmare ingenue dichiarazioni con significati del tutto estranei alla mente di Chance. Nell’attribuire un senso alle dichiarazioni di Chance gli interlocutori attingono dal contesto in cui vengono formulate e le sue semplici affermazioni e consigli sulla cura di un giardino diventano “acute” metafore finanziarie. E’ stato l’antropologo e filosofo Gregory Bateson a sottolineare quanto il “contesto” sia elemento da cui non si possa prescindere nell’attribuzione di significato: parole o azioni identiche assumono accezioni differenti a seconda del contesto in cui vengono agite. Quindi le dichiarazioni di Chance, che parla alla lettera del giardino di cui si era occupato, vengono lette come metafore della situazione politica ed economica in quanto, per l’incidente fortuito che dà l’avvio alla storia, Chance è ospite proprio di un economista e tali sono i suoi conoscenti. L’Uomo può privarsi del privilegio di cogliere i motivi profondi del suo agire e di quello del contesto in cui vive, ma questa operazione ha un prezzo molto elevato: il vuoto (come sottolinea nella prefazione lo scrittore Giorgio Vasta), l’inconsistenza, il disagio esistenziale e mentale dell’essere estraneo a se stesso:

“Chance era disorientato. Rifletté e vide l’immagine appassita di Chauncey Gardiner: essa venne tagliata in due dal colpo di un bastone nell’acqua stagnante di una pozzanghera. Anche la sua immagine era scomparsa”


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