• Rachele Bindi

Segna-Libri: “La nave di Teseo di V.M.Straka”


Graziano Graziani Taccuino delle piccole occupazioni Libroterapia.net

Abrams, J. J., Dorst, Doug "La nave di Teseo di V.M.Straka"

Un libro che aprendosi svela almeno due storie: quella narrata nelle sue pagine edite e quella narrata dalle note a penna e dagli inserti che i due lettori si scambiano per risolvere un mistero.

L’idea è di J.J. Abrams, lo sceneggiatore della serie tv “Lost” e se ne avverte lo stile, la storia poi è stata scritta da Doug Dorst, che insegna scrittura creativa alla Università del Texas.


Qualcuno ha definito questo libro una esperienza più che un romanzo, ed in effetti quando l’ho aperto mi sono trovata davanti un libro che assomiglia in tutto ad un vecchio libro di una biblioteca (con tanto di numero di catalogo, scheda della biblioteca con i timbri, con le date dei vari prestiti, «Property of Laguna Verde H.S. Library» e pagine ingiallite), pieno di note a margine scritte in mille colori ed in due diverse calligrafie, con cartoline, mappe, foto, tovaglioli di diners ed ogni sorta di oggetto cartaceo infilato tra le pagine.


Mi sono resa conto subito che non avrei potuto di certo leggerlo stando sdraiata a letto prima di dormire o avrei rischiato di mescolare tutte quelle carte e perdere la loro esatta posizione (ipotizzando che ne avessero una precisa): quel romanzo pretende di essere letto a tavolino. E devo dire che è stato un bene perché il progetto editoriale mi aveva disorientata abbastanza e non avrei tenuto il filo leggendone poche pagine di notte.

Ho deciso di leggere prima il testo edito, che si suppone essere “La nave di Teseo”, il diciannovesimo romanzo scritto scritto da un elusivo scrittore dal nome V.M. Straka e pubblicato nel 1949. Devo dire che il viaggio del personaggio che ha dimenticato la propria identità e si trova su una nave condotta da marinai con le labbra cucite e dettagli pieni di angoscia a me è piaciuto molto. Forse un poco meno le note di Caldeira, che avrebbe avuto un rapporto epistolare con l’autore.

La storia ai margini, il mistero che i due lettori, Eric e Jen, tentano di comprendere mentre avviano la loro conoscenza in un modo tanto strano, è molto ben costruita e sono convinta di aver colto molto meno di quanto gli indizi meritassero. Mi sono resa conto dopo che esistono siti specializzati, una wiki dedicata, e infiniti blog che regalano a questa opera una ancora più ampia multimedialità.


Te lo consiglio? Devi avere tempo a disposizione, amare la carta e i libri e aver voglia di perderti, ma potrebbe essere un viaggio veramente interessante.


A quali altre storie mi fa pensare: L’opera struggente di un formidabile genio di Dave Eggers, Le Mappe dei Miei Sogni di Reif Larsen dove ci sono dettagliate rappresentazioni grafiche dei luoghi della storia e non solo, Infinite Jest, di David Foster Wallace con le note lunghissime, Fuoco Pallido, di Nabokov dove l’immaginario Charles Kinbote commenta un’opera poetica mai esistita di uno scrittore fittizio, un po’ anche La storia infinita di Michael Ende.

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