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Segna-Libri: “Il mio anno di riposo e oblio”


Graziano Graziani Taccuino delle piccole occupazioni Libroterapia.net

Ottessa Moshfegh "Il mio anno di riposo e oblio"

Come si può superare la morte di entrambe i genitori e l’esperienza di una relazione affettiva inesistente? Questo sembra chiedersi la protagonista del romanzo, che vive e lavora in una galleria d’arte a New York: è una giovane donna benestante, bella come lo era la madre; ha un fidanzato che sembra più interessato a ricevere piacere che a condividerlo e una amica che, invece, le vuole bene. La donna non riesce a vivere a pieno la propria vita dopo la morte di entrambe i genitori: decide così di lasciare il lavoro e prendersi “un anno di riposo e di oblio”; pensa, infatti, che il sonno possa restituirle una nuova vita e le permetta di “ricominciare senza rimpianti”. Il romanzo narra di questo viaggio che la donna intraprende attraverso la dimenticanza, ma anche attraverso il ricordo della sua infanzia e della sua giovinezza a casa dei genitori. Quando lei torna in quella casa, dopo la loro morte, viene travolta da emozioni contrastanti: la casa le ricorda che non è stata sola e insieme il vuoto della sua vita: l’incapacità della madre e del padre di interessarsi a lei e volerle bene. Ricercando il sonno, la giovane donna cerca di lenire il proprio dolore e dimenticare: tuttavia, i farmaci che prende la allontanano sempre più dalla vita e l’iniziale soluzione al problema rischia di trasformarsi in autodistruzione. In questo l’amica, come può, le è accanto e si occupa di lei. Quando l’amica perderà la madre e la inviterà al suo funerale, dicendole che desidera averla al suo fianco per non sentirsi sola, la protagonista potrà rileggere anche la propria perdita e la sua relazione con i genitori - ciò che aveva atteso da loro e mai chiesto e la propria distanza dai suoi sentimenti - e potrà ascoltare e dar voce alle proprie emozioni, anche alle più terribili. Il cammino verso la nuova vita che desidera ha inizio da questa relazione di amicizia che riscatta, almeno in parte, il disinteresse e le mancanze della relazione con i genitori e permette alla protagonista quella crescita che le permetterà di fare scelte nuove.

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