Segna-Libri: “Eredità”


Vigdis Bjorth "Eredità"

Questo romanzo parla di una famiglia e di una eredità: un padre, una madre, quattro figli. La figlia più grande, Bergljot, protagonista di questa storia, e il fratello maggiore, Bard, vengono esclusi da una cospicua parte dell’eredità, due case a picco sul Mare del Nord, che toccano invece alle due sorelle più piccole, Astrid e Asa: a cosa si deve questa disparità? Bergliot e Bard hanno da tempo interrotto i rapporti con il resto della famiglia che, senza di loro, sembra essere una famiglia felice: quali i motivi alla base di questo allontanamento dei due fratelli? Quando il padre muore, egli dispone nel testamento che l’eredità vada divisa in quattro parti uguali: di fatto, però, Bergliot e Bard vengono trattati in modo diverso dalla madre e dalle sorelle: il romanzo racconta da un lato il loro tentativo di ottenere ciò che il testamento promette, dall’altro si interroga su quale sia la vera eredità che essi già hanno assunto nelle loro vite. Con loro, anche noi ci chiediamo quale sia l’eredità con cui dobbiamo fare i conti nella nostra vita: nessuno si sceglie l’eredità che riceve, ma può sceglierne cosa farne e può provare a trasformarla in qualcosa di non completamente distruttivo e vitale. Così la protagonista combatte la sua battaglia insieme al fratello, contro il resto della famiglia, la madre e le due sorelle più piccole, fino a nominare l’innominabile e, nel nominarlo, ne assume su di sé tutte le contraddizioni: allora ella comprende che odio e amore sono due facce della stessa medaglia, essere desiderati ed essere rifiutati due esperienze che hanno lasciato una traccia profonda nella sua vita ed hanno condizionato non solo le relazioni con la madre e il padre, ma anche con gli uomini che si è scelta e con il proprio lavoro di scrittrice e critica letteraria: il teatro e la letteratura possono essere modalità creative per ricercare senso e valore quando si sono persi e dare il proprio contributo alla società: contributo che trasforma l’eredità ricevuta in quel qualcosa di unico che ognuno può portare.


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