Segna-Libri: “Caro Michele”


Natalia Ginzburg "Caro Michele"

Caro Michele è un romanzo epistolare composto da alcuni momenti narrativi e dalle lettere inviate a Michele dalla madre Adriana , dalla sorella Angelica e da Mara, un’amica che ha un bambino appena nato, con la quale Michele aveva avuto una relazione sporadica. Alcune epistole, infine, sono dello stesso Michele.

Fin dall’esordio del romanzo il protagonista si caratterizza per la sua assenza. Sì, Michele parte all’improvviso per Londra, lasciando un padre malato e praticamente in fin di vita, la madre sola con due sorelline gemelle, due sorelle più grandi alle prese con i mille problemi della vita quotidiana, Mara, da cui forse ha avuto un figlio, un amico fidato, Osvaldo, che si sospetta sia anche un suo amante.

La storia si dipana tra le righe dei nove episodi narrativi e delle epistole a cui il destinatario risponde pochissimo. Nel romanzo si dispiega una vita ordinaria che faticosamente cerca una sua ragion d’essere, un suo significato. Sono lettere in cui palpita un desiderio di affetto, di vita familiare, di condivisione destinati a rimanere inascoltati. La lontananza di Michele, il suo silenzio, interrotto solo da richieste o da brevi comunicazioni, esplicitano la solitudine che i membri di questa famiglia non riescono a spezzare e che anzi diventa sempre più acuta e dolorosa con il procedere del racconto fino al tragico epilogo finale.

Le lettere- piene di dettagli sulla vita di ogni giorno- sembrano sottolineare l’assenza, la mancanza di contatto e sono scritte in stile colloquiale, come se in realtà i membri di questa famiglia parlassero tra loro, ma senza riuscire a comunicare mai.

Ma non è forse l’indefinita sensazione di “mancanza” che muove la vita di ciascuno, la ricerca interiore, l’incontro con l’Altro?

In “Caro Michele” la possibilità di comunicare e di incontrare l’Altro sembra negata. I componenti di questa famiglia disgregata si incontrano nel “respirare niente altro che la propria solitudine”- e “solo in quella zona nascosta”, dirà Angelica, “ciascuno può trasferirsi” per incontrare e capire il mondo interiore dell’Altro.





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