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Segna-Libri: “Brevemente risplendiamo sulla terra”


Ocean Vuong "Brevemente risplendiamo sulla terra"

Questo libro è una lettera attraverso la quale Little Dog, il protagonista ormai adulto, scrive alla madre cercando di rileggere il senso della propria vita. Egli racconta le relazioni con le persone più importanti: la madre Rose, la nonna Lan, il nonno Paul, che lo rivendica per sé chiamandolo “mio nipote”, il primo lavoro nei campi che “riesce a ricomporre una frattura” dentro di lui e il primo amore della sua vita, Trevor. La sua famiglia è vietnamita e porta su di sé le cicatrici non pienamente rimarginate della guerra del Vietnam: emigrati negli Stati Uniti, la madre e la nonna rimangono estranee a quel mondo: le loro vite sono state segnate dalla violenza e dalla privazione e Little Dog, a poco a poco, comprende che le due donne sono entrambe prigioniere del proprio passato. La nonna soffre di una forma di schizofrenia, anche se Little Dog impara che “la mente non si sbaglia mai completamente”; la madre soffre di un disturbo post traumatico da stress: ella alterna eccessi d’ira a forme di tenerezza nei suoi confronti e Little Dog è spesso il bersaglio della sua sofferenza e della sua rabbia, conseguenti alle violenze subite. Il suo nome gli è stato dato come augurio: “cagnolino” è un appellativo che dovrebbe tenere lontani gli spiriti del male e permettergli di sopravvivere: muto alle offese e alle prevaricazioni dei bambini bianchi, quasi a rendersi invisibile come vorrebbe la madre, Little Dog, crescendo, desidera essere visto e amato per quello che è e, con Trevor, scopre il piacere di essere voluto. Per lui, diventare scrittore è un modo per “creare qualcosa di nuovo a partire da qualcosa che è andato”: l’amore per le parole nasce dal non voler rimanere senza parole come la madre e la nonna, che non possiedono la lingua americana e parlano in modo elementare la lingua vietnamita: la lingua come un ponte, oltre ai gesti di cura verso la sua famiglia, sono il suo modo di amare. Come la nonna Lan e il nonno Paul, soldato americano in Vietnam, si erano riconosciuti nel loro smarrimento, anche gli altri personaggi del libro trovano rifugio gli uni negli altri, nel desiderio di sentirsi finalmente a casa e di dare valore gli uni agli altri. La vita può essere dolore, ma anche bellezza: “la ferita è anche il punto dove la carne rincontra se stessa, chiedendo dall’altra estremità: dove sei stata?”. Nelle parole come nei gesti del protagonista, il messaggio ci giunge chiaro: nasciamo nella bellezza e ad essa ritorniamo: nessuna violenza potrà mai, del tutto, rovinarne i frutti.

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