• Sabrina Ciuffreda

Segna-libri: "La frontiera"


Alessandro Leogrande "La Frontiera"

Alessandro Leogrande ci ha lasciati il 26 Novembre 2017. Purtroppo. Aveva 40 anni. Pochi.

Ma sufficienti a lasciarci un libro fondamentale fin dal titolo: La Frontiera, appunto.

E’ la narrazione del Viaggio. E il Viaggio è l’immenso percorso che le popolazioni africane affrontano per giungere in Europa. E’ un cammino dove la regola fondamentale è “non voltarsi indietro”, un cammino in cui innumerevoli frontiere si susseguono le une alle altre e dove la Frontiera sottilissima che separa la vita dalla morte è viva già nella decisione di intraprenderlo, il Viaggio e sarà presente ad ogni istante per innumerevoli istanti.

Ma la Frontiera è anche un viaggio a ritroso del tempo, in cerca delle ragioni storiche che hanno portato alle attuali insostenibili condizioni politiche e di vita in molti territori africani. Di alcune di quelle “ragioni” siamo protagonisti noi italiani, ma lo abbiamo dimenticato o sottovalutato, come se la nostra avventura imperialista in Somalia e in Etiopia, per non parlare della Libia, fosse abbandonata in bonari libri di scuola in cui italiani “brava gente” hanno soccorso e aiutato popolazioni bisognose.

Non è stato così e Alessandro ci riporta con la forza dei documenti e delle testimonianze a varcare la Frontiera della memoria storica, che non può essere addomesticata e riscritta .

E qui si apre un’altra Frontiera, quella del linguaggio, della narrazione. Alessandro sa narrare tutto l’indicibile che attraversa ogni migrante e che ogni persona che arriva o tenta di arrivare in Europa porta con sé.

Una Storia personale e sociale per la quale si sprecano troppe parole, se ne dicono poche.

Il Nord del Mondo ricco e distratto non vuole scrivere e ascoltare quella Storia, quella Storia del Sud del Mondo che richiederebbe attenzione e impegno, verso la quale invece si alza una Frontiera impenetrabile.

E infine l’ultima Frontiera attraversa ciascuno di noi. E’ la Frontiera con cui ognuno deve fare i conti e venire a patti. E’ lo spazio che ciascuno di noi concede all’Altro. E’ la possibilità di lasciarsi attraversare e cambiare dall’incontro con l’Altro.

Invisibile Frontiera. Forse la più ardua.

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