• Benedetta Pazzagli

Libroterapia nel piccolo gruppo


L’ influenza della letteratura sulle emozioni è nota sin dall’antichità. In Europa, le biblioteche entrano a far parte degli ospedali psichiatrici nel XVIII secolo. In USA, negli anni ’30, Dr.C.Menninger è il primo medico a fare uso della libroterapia in ospedale, come cura per la malattia mentale. La psicoanalisi è la prima forma di terapia che utilizza il racconto di sè come modalità terapeutica.

L’utilizzo della libroterapia, oggi, è esteso ad ogni professione di aiuto ed è praticato da professionisti di varia formazione in gruppi di ogni età e appartenenza etnica: esso è rivolto sia a pazienti che a persone che desiderano approfondire la conoscenza di sè. Lo scopo è attivare un processo psicologico finalizzato alla cura e/o ad una maggiore consapevolezza: attraverso l’identificazione con i personaggi e le situazioni del racconto, i soggetti possono sperimentare emozioni che li riguardano da vicino e, grazie al lavoro di gruppo, modificare il proprio modo di relazionarsi a se stessi e agli altri.

L’approccio che caratterizza il mio lavoro di terapeuta è prevalentemente dinamico e analitico. La presenza del terapeuta e del piccolo gruppo sono entrambi fondamentali: il terapeuta incoraggia i processi di identificazione, legittima i sentimenti e permette ai soggetti di vivere quella che A. Alexander chiama “una esperienza emozionale correttiva”.

I testi utilizzati sono soprattutto romanzi perché, attraverso di essi, la possibilità dei soggetti di fare esperienza risulta ampliata dalla varietà delle situazioni presentate, che rispecchiano la complessità del vivere e non offrono un unico modello da seguire.

Più che il libro in sé, tuttavia, è la discussione di quanto letto nel gruppo ad avere un ruolo centrale: infatti, il piccolo gruppo ha, da sempre, importanti funzioni per i suoi membri, quali quelle di protezione e difesa, socializzazione, iniziazione, mantenimento ed evoluzione della vita psichica.

Se il gruppo funziona, le persone diventano un gruppo, diventano cioè attive e corresponsabili dell’esperienza che vivono e sono capaci di nuove elaborazioni cognitive ed emotive. Essi vivono una esperienza di appartenenza, perché i membri sperimentano il diritto di esistere e avere un proprio spazio affettivo e relazionale; di comunanza, perché sentono di non essere soli di fronte alle difficoltà e sperimentano il sostegno degli altri; di apertura, perché esplorano prospettive nuove di comprensione della realtà; di ampliamento di consapevolezza e di cambiamento: i temi emersi, nel corso del lavoro, si fanno più personali e le modalità di relazione più affettive.

In sintesi, la Libroterapia nel piccolo gruppo è un’esperienza da fare e da vivere, per avvicinarsi a parti di sé sconosciute, imparare a com-prendere parti meno amate e a dare loro valore.

Bibliografia:

Franz Alexander, Thomas M. French et al., Psychoanalytic Therapy: Principles and Application. New York: Ronald Press, 1946

L.Ancona, M.W.Battacchi, F.Corrao, F.DiMaria, F.Fornari,,G.LoVerso, E.Spaltro Il Piccolo Gruppo. Verso una fondazione epistemologica, Roma, Bulzoni Ed.,1983

C.Neri, Gruppo, Roma, Borla Ed.,2004

B.Rossi e AA.VV., So-stare nei gruppi. Proposte per esperienze di benessere, Bari, La Meridiana Ed.,2009

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