Ma tu quanto leggi?


"Ma tu quanto leggi?"

Rispondo ciclicamente a questa domanda, peraltro legittima nei confronti di chi, come me, parla così spesso di libri. Rispondo, da sempre, con un vago “Parecchio, ma meno di quanto vorrei” e da sempre mi trovo ad aggiungere, provando un certo imbarazzo, come se mi stessi vantando, una giustificazione “Non dormo molto ed amo leggere di notte”.

Ultimamente mi capita spesso di imbattermi sui social, nei tanti gruppi di lettori che esistono, in discussioni anche molto accese riguardanti il numero di libri letti in un anno.

Quando qualcuno pubblica la sua lista di libri letti (succede principalmente ad inizio anno, una sorta di bilancio dell’anno precedente) si scatenano subito diatribe su quanti libri si possano leggere in un anno comprendendoli bene o “gustandoli davvero”, che sono le due principali argomentazioni di chi sostiene che leggere troppo non sia utile.

Mi viene in mente il post di una signora che dichiarava una lista di oltre 150 libri letti con relativa lunghezza in numero di pagine: gli altri utenti, calcolatrice alla mano, l’hanno tacciata prima di mentire, poi di non avere una vita, poi di leggere senza capire.

Mentre riflettevo su questo episodio, mi sono resa conto che anche le applicazioni ci invitano a tenere questo tipo di conteggi, se guardo nel mio smartphone ad esempio vedo Goodreads, che ogni anno mi invita ad avviare la mia “Sfida di lettura” dichiarando quanti libri ho intenzione di leggere e mi aiuta a tenerne traccia, mostrandomi anche le sfide dei miei amici e la loro progressione di letture.

Mi sono chiesta a questo punto di che “sfida” si tratti e non posso che pensare che sia una sfida contro il Tempo, o almeno è questo per me. Non mi impegno a leggere più di altre persone, mi impegno a leggere “il più possibile” per me, a dedicare tempo alla lettura, a riflettere a posteriori sul tempo dedicato (guardando i risultati in termini di letture fatte) e su quello che magari in altri modi ho sprecato.

Non voglio infilarmi nella discussione, che pure gira in rete, su quanto tempo perdiamo sui social che potrebbe invece essere dedicato alla lettura, perchè si tratta di articoli che parlano di statistiche e secondo me l’individuo non ci entra mai bene in relazione, con le statistiche. Vorrei però invitarvi a pensare che il tempo della lettura è qualcosa di assolutamente individuale: quando il Kindle (lo so, la carta è un’altra cosa, ma ho i miei buoni motivi per apprezzarlo e magari una volta proverò a raccontarveli) mi scrive nella scheda del libro il tempo di lettura, mi viene sempre da sorridere perchè anche quella è una stima data dalla velocità di lettura media. Ognuno di noi è diverso: alcuni leggono velocemente, altri meno, alcuni rileggono alcuni passaggi, altri no, alcuni sottolineano dei passaggi e scrivono note a margine (confesso!), altri no. Non è possibile decidere a priori quanto sia possibile leggere in un anno, anche perchè il tempo dedicato alla nobile attività varia anche in base ad abitudini di vita e ritmi: chi viaggia nei mezzi pubblici magari riesce a leggere, chi dorme poco legge anche di notte..insomma, il mio voleva essere solo un invito all’accettazione delle peculiarità individuali e, magari, ad un momento di autoconsapevolezza riguardo le proprie abitudini da lettore.

Buone letture!

#libroterapia #biblioterapia #libroterapeuta #RacheleBindi

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